Il restauro dell’Erbario Brocchi
Il nostro Circolo ha deciso di promuovere e finanziare l’intervento di restauro dell’erbario egiziano di Giambattista Brocchi (1772-1826), naturalista, geologo e botanico bassanese, considerato tra le figure che anticiparono, in parte, riflessioni poi confluite nella teoria darwiniana dell’evoluzione per selezione naturale. Una raccolta botanica storica di rilevante valore scientifico e documentario, conservato presso i Musei Civici di Bassano del Grappa, che versa oggi in condizioni conservative critiche.
L’Erbario Brocchi
La raccolta è costituita da circa 450 fogli, contenenti campioni vegetali essiccati, corredati dai cartellini autografi di Brocchi con identificazioni secondo la classificazione linneana e, in molti casi, da successive revisioni ottocentesche e novecentesche. I fogli sono riuniti in 14 fascicoli originali (indicati come 15 nel sopralluogo più recente), organizzati non secondo criteri tassonomici, ma per aree geografiche di raccolta.
La raccolta fu composta durante il viaggio compiuto da Brocchi tra il 1822 e il 1826 in Egitto, Palestina e nell’attuale Sudan; comprende inoltre alcuni esemplari raccolti lungo le coste dalmate nel viaggio di andata. L’erbario è strettamente collegato al “Giornale di viaggio” redatto dallo stesso Brocchi, nel quale sono annotate osservazioni sulle piante raccolte e osservate sul campo.
Dopo la morte di Brocchi a Khartoum nel 1826, l’erbario fu salvato e giunse a Bassano. Nel tempo fu riordinato da Alberto Parolini e successivamente rivisto, durante il trasferimento all’Orto Botanico di Padova nel 1917, da studiosi quali Béguinot, Chiovenda e Zenari.
Lo stato conservativo
Durante la Seconda guerra mondiale il deposito del Museo fu colpito da bombardamenti e interessato da un incendio; l’intervento dei pompieri con getti d’acqua causò ulteriori danni ai materiali.
Attualmente l’erbario presenta condizioni conservative molto eterogenee: accanto a fogli in stato discreto, ve ne sono altri con tracce di umidità, muffe, lacerazioni, cartellini dilavati, campioni distaccati o frammentati e fascicoli con fogli rimasti compattati dopo l’esposizione all’acqua. La compresenza di carte antiche e campioni vegetali essiccati, spesso estremamente fragili, rende l’intervento particolarmente delicato.
Il restauro
Le relazioni tecniche redatte a seguito di sopralluoghi specialistici hanno evidenziato la necessità di un restauro conservativo articolato in documentazione fotografica preliminare, separazione controllata dei fogli, recupero e riposizionamento dei campioni, interventi sulle parti cartacee e successiva catalogazione informatizzata, anche in vista di una futura consultazione digitale.
Il valore della raccolta è insieme conservativo, storico e scientifico: essa rappresenta una delle prime raccolte relative alla flora egiziana realizzate da naturalisti italiani e costituisce una testimonianza diretta dell’attività di Brocchi.
Sostenere questo progetto significa contribuire alla tutela di un patrimonio che appartiene alla città e alla comunità scientifica. Come Circolo, riteniamo che il restauro di questa raccolta sia un atto di responsabilità culturale verso la memoria di Brocchi, il cui lascito testamentario ha posto le basi per la creazione del Museo e della Biblioteca Civica.